Salute delle gengive: la possibile trasmissione da madre a figlio in gravidanza e allattamento

28 Lug 2026 | Curiosità

Pensiamo alla salute delle gengive come a qualcosa che comincia con il primo spazzolino, o al massimo con l’eruzione del primo dentino: e se invece le sue radici affondassero molto più indietro, addirittura prima della nascita?

Uno studio pubblicato su Nature Communications suggerisce proprio questo: gli anticorpi che una madre trasmette al figlio durante la gravidanza e con l’allattamento sembrano contribuire a “istruire” le difese immunitarie della bocca, lasciando un’impronta che dura nel tempo.

In questo articolo vediamo cosa hanno osservato i ricercatori, perché riguarda le gengive e cosa possiamo (e non possiamo) concluderne.

Che cosa ha osservato lo studio

La ricerca arriva dalla Hebrew University di Gerusalemme ed è stata pubblicata nel 2026 su Nature Communications: per capire il ruolo degli anticorpi materni, i ricercatori hanno confrontato topi che ricevevano normalmente questi anticorpi con topi che, per una particolare condizione genetica, ne erano privi.

Gli anticorpi (in particolare quelli chiamati IgG) sono proteine che il sistema immunitario usa per riconoscere e neutralizzare i microbi: durante la gravidanza e l’allattamento una parte degli anticorpi della madre passa al figlio e lo protegge nei primi mesi, quando le sue difese sono ancora immature.

Confrontando i due gruppi di topi, i ricercatori hanno potuto osservare che cosa succede alla bocca quando questi anticorpi mancano.

Come gli anticorpi materni proteggono le gengive del neonato (nei topi)

Il primo dato interessante è che questi anticorpi non restano nel sangue: raggiungono le ghiandole salivari e finiscono nella saliva del piccolo. Lì fanno da “filtro” verso il microbiota orale, cioè l’insieme dei batteri che popolano naturalmente la bocca.

Ma non tutti i batteri sono nemici: molti sono innocui o persino utili. Gli anticorpi materni sembrano riconoscere in modo selettivo proprio alcuni batteri potenzialmente problematici, senza prendere di mira i microbi “buoni”. In pratica aiutano la bocca del neonato a tenere sotto controllo la carica batterica nel momento in cui viene colonizzata per la prima volta.

Nei topi privi di questi anticorpi, invece, la carica batterica nella bocca era più alta e l’infiammazione delle gengive più marcata già nelle prime settimane di vita.

Prima e dopo la nascita: due ruoli diversi

Uno degli aspetti più eleganti dello studio è aver distinto due “canali” di trasmissione, con compiti differenti.

Gli anticorpi passati durante la gravidanza, quindi prima della nascita, sembrano avere l’effetto più profondo e duraturo: contribuiscono a regolare il “tono” delle difese immunitarie della bocca, insegnando all’organismo a convivere in modo equilibrato con i propri batteri. È un’impronta che, nei topi, restava visibile fino all’età adulta.

Gli anticorpi che arrivano con l’allattamento hanno invece un ruolo più circoscritto: aiutano a regolare i tempi con cui matura la mucosa orale, la sottile “pellicola” di tessuto che riveste l’interno della bocca. Non tanto “più difese”, quindi, quanto uno sviluppo ordinato e alla giusta velocità.

Anticorpi materni e parodontite: il legame emerso nei topi

Qui arriva il punto che riguarda più da vicino la salute orale a lungo termine: la parodontite è una malattia infiammatoria che colpisce i tessuti che sostengono il dente, gengiva e osso compresi, e che nei casi avanzati può portare alla perdita dei denti.

Nello studio, i topi adulti che da cuccioli non avevano ricevuto gli anticorpi materni durante la gravidanza si sono rivelati più vulnerabili a una forma di parodontite indotta sperimentalmente: mostravano una perdita di osso attorno ai denti maggiore rispetto agli altri.

Non solo: gli anticorpi materni prendevano di mira in modo particolare alcuni batteri già noti per essere associati alle forme più aggressive di malattia gengivale.

È bene ricordare che si tratta di parodontite provocata in laboratorio, un modello utile per studiare i meccanismi ma diverso dalla malattia come si sviluppa spontaneamente nella vita reale.

Cosa significa per la salute delle gengive

Prima di trarre conclusioni serve prudenza: lo studio è stato condotto sui topi, e gli stessi autori sottolineano che non è ancora chiaro quanto questo meccanismo funzioni allo stesso modo nell’essere umano.

Sappiamo che anche nei neonati umani sono presenti anticorpi materni nella saliva, ma il resto è, per ora, una pista da confermare.

Lo studio non è un invito a fare o non fare qualcosa in gravidanza o durante l’allattamento, né un modo per “garantire” gengive sane al proprio figlio; si tratta invece di un tassello affascinante che mostra quanto presto cominci a costruirsi la salute delle gengive, e quanto la bocca sia intrecciata con la storia biologica di ciascuno di noi.

La bocca non è un distretto isolato: è connessa al resto del corpo, allo stile di vita, all’ambiente e, a quanto pare, perfino a ciò che “riceviamo” prima ancora di nascere. Prendersene cura, a ogni età, significa prendersi cura di un sistema molto più ampio.

Fonte

Naamneh R., Attar Y., et al. (autore senior: Hovav A.-H.), Maternal antibodies regulate the establishment of murine oral and salivary mucosal immunity, Nature Communications, vol. 17, articolo 5025, 2026. DOI: 10.1038/s41467-026-71704-5

[Direttore Sanitario: Dott. Mauro Savio, Tessera Albo Odontoiatri Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano n. 4168]

it_ITItaliano